Che cos’è il linguaggio non verbale

Il linguaggio non verbaleChe cos’è il linguaggio non verbale di Rachele Agostino

Gli scienziati tendono ad individuare nella capacità di comunicare più evoluta la caratteristica che ha portato all’evoluzione e allo stadio di Homo Sapiens.

La capacità di comunicare in sé è di tutti gli animali, un grido per avvisare il resto del gruppo della presenza di un predatore ad esempio è una “comunicazione”, però quello che distingue gli uomini è la comunicazione “astratta” della quale non sembra esserci traccia in nessun altro animale.

Watzlawick divise i due modi di comunicare in due tipi di segnali.

Analogici (per analogia), quelli più semplici: un grido, il mostrare i denti, lo scodinzolare e anche nell’uomo ci sono (ad esempio un bambino che dice ”bau-bau” per indicare l’abbaiare del cane).

Digitali, quelli più complicati: sono quelli simbolici o astratti (ad esempio la parola “cinque” indica un numero, ma non ha niente di quel numero nella sua forma).

L’essere umano usa entrambi i modi di comunicare, sia quello analogico o non verbale, sia quello digitale o verbale (scritto o orale).

La mimica, l’atteggiamento e la gestualità contengono molti segnali analogici o non verbali.

La cinesica è la scienza che studia questi segnali, studia il linguaggio del corpo.

Questo linguaggio non verbale ci consente di “dedurre” il vero senso delle parole del nostro interlocutore e capire ad esempio se sta pronunciando una frase con ironia o scherzosa e altre volte addirittura può rendere “evidente” una bugia di chi ci sta parlando (se lo sappiamo interpretare).

Per interpretare il linguaggio non verbale servono prima altre precisazioni.

Che cos’è il linguaggio non verbale.

Abbiamo detto che il linguaggio è la capacità di comunicare attraverso i segni che devono essere riconoscibili da chi riceve la comunicazione. Tecnicamente possiamo dire che è la facoltà di assegnare un preciso contenuto (significato) a un simbolo preciso (significante) capace di renderlo trasmissibile.

Abbiamo anche detto che esistono due forme di linguaggi, due grandi categorie. Non verbali espressi con segni diversi quali i suoni, i gesti, le immagini, gli odori e i sapori, molti dei quali tipici degli animali. E linguaggio verbale, realizzato con segni linguistici, parole, in forma sia scritta sia orale, tipico dell’uomo.

Un esempio di comunicazione non verbale usato dall’uomo è quello che avviene attraverso i gesti e i movimenti del corpo. È una comunicazione non parlata tra persone nella quale hanno rilevanza notevole i tanti codici culturali e sociali.

Un’altra componente importante è il rapporto che intercorre fra gli interlocutori che, non solo può condizionare la gestualità e il tono della voce, ma anche la prossemica, cioè le posture e le distanze fra i due individui.

Passiamo fare alcuni esempi. Una camminata decisa trasmette all’osservatore la sensazione che l’uomo sia sicuro di sé. Se ci troviamo di fronte a una persona con le mani appoggiate sui fianchi, ne registriamo un atteggiamento aggressivo.

A molti è noto che il tenere incrociate le braccia al petto dimostri un atteggiamento di chiusura. Le gambe rilassate e non accavallate, invece, sono un messaggio di disponibilità al dialogo e di interesse tipico delle donne verso l’uomo. Al contrario se una donna non è interessata tiene le gambe molti unite, quasi in un atteggiamento di difesa.

Lo studio del linguaggio del corpo è talvolta usato dagli incaricati della valutazione del personale da assumere, promuovere, o per l’assegnazione di mansioni e responsabilità. Molti studi inoltre sono stati fatti in ambito criminologico da parte di Paul Ekman e Wallace Friesen ancora oggi materia di studio in molte accademie di polizia. Vale la pena ricordare il libro “I volti della menzogna” di Ekman dal quale hanno tratto una famosa serie televisiva.

Per tutto questo è importante tenere presente il presupposto che un individuo non ”ha” il proprio corpo ma è il proprio corpo e con quello spesso trasmette sé stesso agli altri.

Vorrei concludere con una citazione di Darwin:

La mimica rende più vive le nostre parole e conferisce loro più forza. Essa è più delle parole, che possono essere falsate, rivela i pensieri e le intenzioni altrui. La libera espressione di un’emozione per mezzo di segni esteriori, la rende più intensa. D’altro canto, la repressione di ogni segno esteriore, nella misura in cui è possibile, sfuma le nostre emozioni.”  (Charles Darwin)

 

Se volete approfondire l’argomento vi propongo la lettura di alcuni libri:

Su streetlib ho trovato

“Il linguaggio del corpo” di James Borg

“Prova a mentirmi. Imparare il linguaggio del corpo per capire gli altri”  di  Antonio Meridda , Fabio Pandiscia

“Il linguaggio del corpo” di Alexander Lowen