Dacia Maraini contro la violenza sulle donne.

Dacia Maraini L'amore Rubato contro la violenza sulle donne

Il libro della Maraini “L’Amore Rubato” ha come tema la violenza sulle donne. L’autrice, partendo da storie di cronaca nera, vuole dare corpo a notizie che solitamente trasmesse in modo superficiale non permettono la piena comprensione dei drammi.

Sabato 15 dicembre 2012 nel Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo, per la rassegna Il Giardino delle Idee, Dacia Maraini ha presentato il libro “L’Amore Rubato”. Il concetto d’amore come possesso, per la scrittrice, è una cosa arcaica, un fatto storico, ma non una cosa naturale.

La nostra storia ha portato in eredità la colpevolizzazione culturale delle donne. Per Dacia Maraini anche quando subiscono una violenza insensata molte donne si sentono spesso in colpa e si vergognano. Tutto questo è appunto un prodotto storico che nulla a che vedere con la natura secondo la Maraini.

Nel libro la Maraini non propone ricette contro questa violenza, ma ritiene che la funzione di una scrittrice sia di far capire, attraverso i dettagli e approfondendo i meccanismi da cui sono scaturiti i fatti, come si trasformano in dramma certe situazioni.

Troppe donne non denunciano, afferma nell’intervista la Maraini. Per molte donne la paura è che dopo la denuncia non succeda niente e che il denunciato anzi rimanga addirittura in casa con la vittima, peggiorandone la situazione. Bisogna agire in modo che ci sia una separazione immediata e sicura della vittima dal suo persecutore. Per Dacia Maraini si dovrebbe agire anche a livello di società, soprattutto sulla cultura e nell’ambito dell’educazione scolastica.

BIOGRAFIA DI DACIA MARAINI

Dacia Maraini, poetessa e drammaturgo, è oggi una tra le più conosciute scrittrici italiane nel mondo. I suoi libri sono stati tradotti e letti in molti paesi. Una delle forme di espressione cui si è dedicata di più è il teatro, utilizzando questo contatto diretto con il pubblico per sensibilizzare su temi sociali e politici.

È una scrittrice impegnata, quindi, ma non nel senso moralistico e non con atteggiamenti predicativi. Dacia Maraini, utilizzando una scrittura impietosa, pone l’accento sull’incapacità dell’uomo di fare società, di vivere insieme. Quella della scrittrice è una filosofia dura, lontana da ogni ideologismo e capace di un distacco ironico oltre che efficace nel focalizzare i problemi.

Dacia Maraini nasce a Fiesole il 13 novembre del 1936. Tra il 1938 e il 1947 segue il padre con tutta la famiglia in Giappone. Dal 1943 al 1946, la famiglia Maraini, insieme con altri italiani, è internata in un campo di concentramento per non aver firmato l’adesione alla repubblica di Salò.

Nelle poesie “Mangiami pure“, del 1978, la scrittrice racconterà le privazioni e le sofferenze, provate in quegli anni, interrotti solo dall’arrivo degli americani.

Negli anni sessanta Dacia Maraini comincia a occuparsi anche di teatro fondando, insieme con altri scrittori, il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane come Gadda o Moravia.

La seconda metà degli anni sessanta vede la Maraini scrittrice di testi teatrali, tra i quali: “Maria Stuarda” (tradotto e rappresentato in ventuno paesi), “Dialogo di una prostituta con un suo cliente” e “Stravaganza”.

A Roma incontra Alberto Moravia che nel 1962 lascia la moglie e scrittrice Elsa Morante, per lei.

Nel 1980, scritto in collaborazione con Piera Degli Esposti, pubblica “Storia di Piera” dal quale Marco Ferreri ne ricaverà un film con Marcello Mastroianni. Al romanzo, del 1984, “Il treno per Helsinki”, segue nel’85 “lsolína” che vince il Premio Fregene 1985 ed è tradotto in cinque paesi.  Pubblica Bagheria nel 1993. Nel 1994 pubblica il Romanzo “Voci” e nel 2001 “La nave per Kobe” (il viaggio che la famiglia Maraini compì per raggiungere il Giappone, da Brindisi a Kobe). Nello stesso anno pubblica il libro di favole “La pecora Dolly” mentre nel 2003 scrive “Piera e gli assassini” in collaborazione con Piera degli Esposti. Le donne della Maraini sono spesso forti, lottano, a volte perdono, ma non si arrendono anche quando si trovano ad affrontare dei compagni violenti.

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