Dal ruggito del coniglio: Marco Presta e il suo Piantagrane.

Marco Presta Il Piantagrane

Marco Presta voleva trovare una forma letteraria per parlare dell’Italia, una forma diversa da quella che usa tutti i giorni in radio nel suo programma “Il ruggito del coniglio”. Alla radio il conduttore, partendo dalla lettura di giornali, porta avanti la sua satira sulla nostra società con una serie di battute immediate e fulminanti; nel libro “ Il Piantagrane” Marco Presta vuole fare lo stesso, ma utilizzando la struttura di un romanzo. “Il Piantagrane” è questo: è la descrizione di un paese in cui portare la normalità e il buon senso è già una forma di rivoluzione.

Una volta si poteva dire: “ Una risata vi seppellirà tutti!”. Come mai oggi la satira ha perso il suo “potere”?

Succede anche di peggio. Succede addirittura che la satira sia connivente con la politica. Capita sempre più spesso di vedere programmi dove s’invitano politici e in cui si scherza insieme. È una cosa che non mi piace. La satira credo ha il ruolo di una sentinella e deve avvertire, attraverso la risata, che qualcosa non va. Il problema è che l’attualità italiana è talmente ridicola che la satira quasi non serva più. Non fa più arrabbiare e non scandalizza perché hanno capito che l’italiano è un po’ addormentato, questa è una cosa su cui riflettere.

 

Marco Presta dopo la raccolta di racconti “Il paradosso” e il romanzo “Un calcio in bocca fa miracoli”, ha pubblicato “Il Piantagrane” . Il libro il Piantagrane comincia così: «Capita di vivere per secoli senza sapere niente. Poi, all’improvviso, un ometto con i denti rotti ti trascina in un mondo sconcertante, che non conosci: quello dove vivi da sempre». Il protagonista è  Giovanni, un vivaista  “è un uomo mite, buono” cui piace “curare le piante, guardare la televisione la sera” e che vorrebbe “ trovare il coraggio di chiedere a Nina di uscire”. Giovanni  scopre di avere un potere che può cambiare il mondo …

 

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