Gianfelice Imparato da Gomorra al teatro.

Gianfelice  Imparato è attore regista e autore di teatro. Nel 1976 entra a far parte della compagnia di Mico Galdieri che gli dà l’occasione di partecipare a importanti spettacoli teatrali, come “La gatta Cenerentola” diretto da Roberto De Simone. Ha recitato in Bianca di Nanni Moretti e in Enrico IV di Marco Bellocchio. Ha partecipato alla trasmissione televisiva Emilio e nel 2008 è “Don Ciro” nel film Gomorra con cui partecipa al festival di Cannes. Gianfelice Imparato è Aristide a teatro nella commedia Tante belle cose in cui recita con Maria Amelia Monti, Valerio Santoro e Carlina Torta il cui autore è Edoardo Erba e il regista Alessandro D’Alatri. Da apprezzare anche la scenografia che Matteo Soltanto crea per l’interno dell’appartamento di Orsina (Amelia Monti). Tante Belle Cose è una commedia ironica su alcuni comportamenti della nostra società.

Cos’ha Gianfelice Imparato in comune con il personaggio Aristide? Si deve sempre avere in comune con il proprio personaggio altrimenti non si può restituire una verità. A volte si deve avere in comune qualche parte scomoda. Se un personaggio è vile, bisogna andare a trovare quella quota di viltà. Anche se è spiacevole, però per dare una quota di verità al personaggio bisogna scavare dentro di se. In questo caso vado a scavare dentro di me quella quota di accondiscendenza a volte eccessiva. Aristide dice di sé “il mio problema è che non so dire di no”. Questa è una mia componente, non preminente, ma mi è capitato, per non saper dire di no, di trovarmi nei pasticci.

Il perbenismo che Aristide deve affrontare, quanto è presente nei rapporti umani oggi? Oggi è presente come lo è stato sempre in verità, anche se la società cambia. Il perbenismo, una volta, era un componente della piccola borghesia che teneva più all’apparire che alla sostanza delle cose. Oggi si è trasformato, ma in buona sostanza è la stessa cosa. Oggi c’è gente che s’indebita, non per aprire un’attività, ma per apparire e compra una macchina che non si potrebbe permettere. È importante in quest’epoca apparire. Il sogno di una grande maggioranza di giovani, infatti, è di apparire in televisione anche senza saper far nulla. Sono diventati importanti i famosi quindici minuti di popolarità di Andy Warhol? Sì, molti sono disposti a vendersi l’anima come Faust. Faust, perlomeno, chiedeva l’eterna giovinezza, la posta era un po’ più alta.

Ettore Scola, Alberto Sordi e Mario Monicelli sono solo alcuni dei personaggi con cui ha collaborato, Il Divo e Gomorra sono solo alcuni dei film in cui è interprete. Qual è stato il personaggio più impegnativo? Uno dei ruoli più impegnativi è stato quello di Gomorra. È stato impegnativo già girare il film; in quelle condizioni, in quei luoghi dove mentre si girava a pochi metri c’era chi continuava il suo lavoro di spaccio. Il mio ruolo è stato girato tutto lì. Siamo stati un mese, ed era faticoso e doloroso, però è stato interessante anche professionalmente, perché si doveva arrivare all’essenza. Non era consentita nessuna recitazione; paradossalmente si doveva sottrarre tutto, anche perché la minima recitazione faceva essere me fuori posto in quella verità così cruda. È stato un lavoro molto impegnativo anche dal punto di vista umano. Tanti altri ruoli hanno avuto il suo lato d’impegno come il giudice pavido di Fortapàsc (dove, anche se involontariamente fa condannare Siani dalla camorra, perché lo espone per non esporsi lui). Ricordo quello con Scola che giravamo con Alberto Sordi e Andre’ Dussollier di cui ero l’assistente nell’interrogatorio di Sordi in questa notte di Natale. Una cosa molto intensa perché Dussollier parlava francese, io e Sordi italiano, però ci capivamo a musica e si attaccava, anche se non si capivano esattamente le parole dell’altro.

Lei è: attore, regista e autore di teatro, Quale tipo di esperienza lavorativa vorrebbe fare? Io voglio continuare a fare l’attore perché quella è la mia espressione principale. Poi ho fatto il regista ed anche autore, ma tutto discende dal mio essere attore principalmente. Ho fatto il regista grazie all’esperienza accumulata come attore, ho fatto anche l’autore grazie all’esperienza musicale dell’essere attore.

Ci sono altri progetti in corso? In corso no, anche se a volte capita com’è capitato adesso a Milano che dovevo girare un film l’hanno fatto coincidere con la mia permanenza a Milano con il teatro, sicché si sono accavallate le cose. Il mattino cominciavo a lavorare alle sette e finivo alle sette di sera con il cinema, poi attaccavo con il teatro. Sono state tre settimane un po’ dure  però con grande soddisfazione.

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