Ginevra Di Marco, Andrea Salvadori, Francesco Magnelli – L’anima della Terra vista dalle stelle

Ginevra Di Marco, Andrea Salvadori, Francesco Magnelli e Margherita Hack sono i protagonisti del DVD, film, documentario e spettacolo“L’ANIMA DELLA TERRA VISTA DALLE STELLE”. L’intervista è con i primi tre musicisti, cantanti, ideatori del progetto mentre Margherita Hack è la voce narrante dello spettacolo.

Ginevra Di Marco: Tutto è partito da quella serata alla rocca Sillana. Andrea organizzò questo bellissimo concerto in questo luogo meraviglioso nelle colline pisane nel comune di Pomarance. Un luogo estremo, molto in alto, in questa rocca, appena ristrutturata dal comune, che appunto domina su tutta la vallata. Un posto incantevole in cui era bello fermarsi, cantare e dire delle cose. Una parte del DVD è la ripresa di questo spettacolo, con tutte le riflessioni di Margherita e le interviste.

Andrea Salvadori: La drammaturgia dello spettacolo è stata ideata da Francesco, un anno prima, dopo è venuta fuori la necessità di fissarlo, proprio perché le energie fra le canzoni di Ginevra, le parole di Margherita e il pubblico erano talmente interessanti che era un peccato che si perdessero nell’aria come succede per un concerto. Da lì è nata l’idea del film. L’associazione di un certo tipo di musica a un certo tipo di rapporto faceva parte già dello spettacolo. L’operazione che è stata fatta nella regia del film è stata quella di voler tradurre da un linguaggio a un altro. Anche il silenzio del pubblico è una presenza fortissima che quando si porta in video non c’è più e di conseguenza era necessario il modo di tradurlo come si fa con una lingua.

Francesco Magnelli: Da alcuni anni a questa parte stiamo facendo dei progetti. È la fine di un percorso nato con “Stazioni Lunari” (Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre). Alla fine di questo percorso stavo cercando una persona che potesse approfondire i testi della canzone tradizionale italiana perché in quelle canzoni c’è raccontato tutto ciò che c’è stato e che c’è oggi. Tantissimi testi della tradizione si calano perfettamente nei nostri tempi. Molto spesso perdiamo per strada questi pezzi di storia e non ce li ricordiamo. Cercando la persona giusta mi è venuta in mente Margherita Hack perché è un “pezzo di novecento” e per parlare di condizione femminile e altri temi che vengono affrontati nelle canzoni mi sembrava proprio la persona giusta. Oltre a questo è toscana e ha un modo di stare sul palco molto simile a quello di Ginevra. Questo è molto importante perché le canzoni e il parlare devono essere conseguenti per non creare discrepanze.

Le voci di Ginevra, Andrea e Francesco si alternano nelle risposte dell’intervista mostrando un grande affiatamento e un’intensa partecipazione al progetto. È un affiatamento che si sente anche nella loro esibizione musicale.

Cosa v’interessava rappresentare con le scelte del repertorio musicale? L’intento è di partire dal canto tradizionale e dalle motivazioni che l’hanno “spinto” a esistere, con tutte le tematiche che le canzoni popolari portano con sé: la condizione femminile, la scienza, la religione, l’emigrazione la vita dei contadini. Si parte da quei tempi per arrivare a oggi. È un filo rosso che viene delineato per fare dei ragionamenti, delle riflessioni di ciò che è stato dell’Italia. È un modo per partire dal “lontano” per approfondire l’”oggi”. Noi abbiamo cantato sempre canzoni che appartenevano al bacino del Mediterraneo, quindi non solo canzoni italiane. In questo caso abbiamo scelto delle canzoni che rappresentassero l’Italia e fossero italiane proprio per raccontare il nostro paese. Forse c’è una prevalenza di canti toscani: perché siamo toscani e perché raccontiamo la nostra Toscana. Ci sono canti che vengono da varie zone dell’Italia, più che altro la scelta è stata per il tema.

Traspare dalle parole la simpatia di Margherita Hack anche nella battuta che conclude l’aneddoto delle fatiche dell’astronoma per salire su alla caratteristica rocca Sillana (dove la strada era una sorta di fiumiciattolo molto faticoso da percorrere)per partecipare allo spettacolo: “L’ANIMA DELLA TERRA VISTA DALLE STELLE, sono arrivata fin quassù e da domani non ci si vede più!”.

Margherita è una personalità importante, è una grande scienziata che mantiene allo stesso tempo una semplicità d’approccio, una schiettezza e una naturalezza questi aspetti del suo carattere mi piacciono molto. Lei è il novecento!Tutte queste storie raccontate dai canti le ha vissute e le ha viste.

Ginevra Di Marco agli inizi degli anni novanta canta nel gruppo degli ESP. Nel 1993 partecipa come ospite nel disco Ko de mondo dei CSI. Nel frattempo, dal 1999, inizia la collaborazione con Francesco Magnelli. L’album, finito nello stesso 1999, è una produzione insolita, che vede Ginevra musicare dal vivo le immagini del film muto Il fantasma dell’opera del 1920 (con Lon Chaney). La sua Discografia va dal 1999 con Trama tenue passando per Concerto n.1 Smodato temperante (live) del 2002, Disincanto del2005 Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre del 2006 e nel 2009 Donna Ginevra nel quale collabora con Andrea Salvadori (chitarra classica, tzouras e autore).

Margherita Hack ha diretto il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997, collaborando con numerosi osservatori americani ed europei. È stata membro dei gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA. Tra le sue pubblicazioni troviamo L’universo alle soglie del 2000. Dalle particelle alle galassie, nel 1992; Origine e fine dell’universo con Pippo Battaglia nel 2004; Tutto comincia dalle stelle, nel 2011.

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