Le cellule staminali

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Molto attiva è oggi la ricerca sulle cellule staminali. Da quest’area della biologia si spera potranno arrivare presto risposte sui meccanismi che regolano lo sviluppo dell’organismo e i processi di rinnovamento delle cellule.

La medicina rigenerativa, nata dall’uso delle cellule staminali, è solo agli albori, ma già promette significativi vantaggi nel trattamento di molte patologie. Tra le oltre 70 malattie trattabili con le cellule staminali, già oggi, troviamo: alcuni tumori, malattie genetiche del metabolismo, disordini del sangue e immunologici.

Le cellule staminali oltre ad essere non specializzate hanno la capacità di riprodursi indefinitamente e quella di differenziarsi in molti tipi di cellule mature con funzionalità specifiche come quelle cardiache, epiteliali o nervose. Le stesse cellule staminali non hanno, però, tutte le stesse capacità di differenziamento; ne esistono di quattro tipi: le totipotenti in grado di differenziarsi in ogni tessuto embrionale o extra embrionale, le pluripotenti che, derivate dalle prime, hanno la capacità di generare qualsiasi tipo di cellula, le multipotenti che possono trasformarsi in cellule appartenenti strettamente a una sola famiglia e, infine, le unipotenti che producono un solo tipo di cellula, ma conservano la capacità di auto-rinnovamento.

Le cellule staminali hanno due tipi di provenienza: embrionali che derivano dalla blastocisti e somatiche che, invece, provengono dai tessuti in via di sviluppo o già sviluppati.

Sulle cellule staminali embrionali, pur avendo capacità di espansione in sostanza illimitata e di pluripotenza, non ci sono, in Italia, studi avanzati per problemi sia di natura tecnica sia etica.

Le cellule somatiche o staminali adulte possono essere isolate da tessuti ed essere coltivate, espanse e differenziate in vitro, ma hanno una limitata capacità di differenziamento.

Le principali fonti delle cellule staminali somatiche sono: il cordone ombelicale, il midollo osseo, il sangue, il liquido amniotico e il tessuto cordonale.

Il sangue contenuto nel cordone ombelicale è la più significativa e studiata fonte di cellule staminali presente in un organismo.

Quando sono diagnosticate precocemente, alcune patologie possono, in alcuni pazienti, essere curate fino alla completa guarigione come nel caso dell’immunodeficienza severa combinata o in alcuni linfomi. In altri casi ci sono studi che hanno portato a verificare un aumento delle probabilità di prolungare la sopravvivenza del paziente o a miglioramenti a volte importanti con terapie che includono l’uso di cellule staminali come nel caso della leucemia linfoblastica acuta(LLA) o nella mielodisplasia. In ogni caso la ricerca medica sta portando risultati incoraggianti sulla cura anche di malattie come la sclerosi multipla o il diabete di tipo 1 e nella rigenerazione di tessuti danneggiati come nel caso dell’infarto del miocardio.

Pur tenendo conto di alcuni dubbi etici e limiti legislativi attuali, la conservazione delle cellule staminali potrebbe diventare un’assicurazione sanitaria in grado di garantire la cura di molte patologie.

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