Passione durevole e idiotismo persistente.

Costanzo Preve passione durevole

Questo sito era nato per postare le interviste fatte ai vari autori, attori e personaggi dello spettacolo e della cultura che via via incontravamo. Ora questo postare si è fermato, non per assenza di tali interviste quanto per mancanza di tempo; tempo che, in effetti, è stato indirizzato a un impegno più complesso e articolato: la realizzazione di un documentario.

ETERNA, questo il titolo del documentario, è in pratica il passo successivo ad alcune interviste realizzate in collaborazione con un amico con cui collaboro alla direzione di una rivista. In ETERNA, in modo semplice e parlato, alcuni economisti (fra i quali: Cesaratto professore a Siena dove insegna Politica economica ed Economia dello sviluppo e il professore Amoroso ), un filosofo (Fusaro presso l’Università San Raffaele a Milano) e una psicologa (Sabina Godi) spiegano l’attuale crisi economica nei vari aspetti monetari, sociali, filosofici e psicologici senza entrare nei meriti politici.

Quest’articolo, che entrerà invece in aspetti politici, è per parlare di un particolare argomento uscito da una delle interviste, quella fatta a Diego Fusaro: la passione durevole.

diegoautunno2012

Il filosofo parla di passione durevole come di una “passione politica per la ricerca di una comunità umana degna di questo nome” è durevole perché capace di “andare oltre a quelle forme di ribellione temporanea ed effimera che poi puntualmente rifluiscono nell’accettazione delle logiche dominanti.”

Si tratta, per Fusaro, “di sedimentare la propria opposizione all’ordine costituito” e di “condurre il conflitto oppositivo contro l’esistente, il classismo, lo sfruttamento, l’integralismo dell’economia e la dittatura della finanza che oggi non distrugge solo le classi subalterne, ma anche i popoli, producendo veri e propri genocidi di tipo economico qual è quello perpetrato dall’eurocrazia ai danni ad esempio del popolo greco.”

Conclude poi con un’affermazione amara, ma temo vera: “Gli italiani sembra che ad oggi non abbiano ancora riscoperto questo spirito oppositivo, questa passione durevole, forse non l’hanno mai avuta.”

Capisco che si possa pensare: “ io voto lo stesso partito da vent’anni ergo quella conclusione non riguarda me!”. No, quella non è passione durevole. Quello è rinuncia a pensare e vedere. Quello è dare il cervello in affitto. Quello è utilizzare idee belle pronte e comode senza guardare quanto siano messe in atto o portate avanti. Quello è (parafrasando lo stesso Fusaro) idiotismo persistente!

Su una cosa l’attuale Capo del governo non ha mentito: le prossime elezioni sono un referendum fra due parti politiche, probabilmente fra due modi di pensare.

Dimenticare cosa abbiano tolto al popolo italiano quelli che finora ci hanno rappresentato, è assenza di passione durevole. I giudici sono politicizzati? Siamo in Italia chiunque ha un’idea politica, molti fra loro si conoscono è ovvio che si associno e, infine, hanno del potere è probabile che lo usino. Ma questo, da una parte e dall’altra e in tutte, non oscura il significato delle parole che abbiamo sentito nelle varie intercettazioni né i risultati disastrosi nel nostro Belpaese.

Sostenere uno qualsiasi dei vecchi partiti (grandi o di nicchia, ora al governo o all’opposizione) è come sostenere anche gli altri e quindi lo scontro si riduce a un confronto fra il Movimento 5 stelle e gli altri.

Il confronto è fra chi ancora crede che ci siano dei distinguo fra destra e sinistra, fra nord e sud, fra imprenditori locali e operai e chi non ci crede.

Il confronto è fra chi crede che sia possibile che chi crei un problema lo voglia poi risolvere e chi non ci crede più.

Il confronto è fra chi crede che la politica sia fare compromessi sussurrati di nascosto e l’antipolitica dire esplicitamente quali sono le cose da fare.

Il confronto è fra chi pensa che “anche se più volte si sono seduti tutti assieme alla stessa mensa non significa che stiano dalla stessa parte” e chi ormai lo trova evidente.

Alla fine sarà questo dato a farci capire chi siamo.

Ci sono solo dei “cattivi” nei vecchi partiti? No! È sicuro che ci siano brave persone e uomini che credono realmente sia possibile, da quelle posizioni, cambiare le cose, ma temo, sperando di sbagliarmi, siano solo utopie.

Credere ciecamente in qualunque cosa significherebbe ricadere nell’idiotismo persistente.

Tutte le decisioni e le scelte che i nuovi eletti (qualunque sia l’appartenenza) prenderanno, dovranno essere valutate e giudicate: è questa una conseguenza della passione durevole, se vogliamo esprimerla. Per i vecchi è evidente cosa abbiano fatto, le opportunità di perseverare credo debbano finire.

 

 

 

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