Porto, il vino plasmato dal tempo.

Si può cominciare a descrivere il Vinho do Porto delle terre del Douro con le parole del poeta contadino Miguel Torga che ne decantano la bellezza dei luoghi. Per arrivare a conoscere il vino più famoso del Portogallo dobbiamo poi passare per la sua lunga storia.

«O Doiro sublimado. O prodígio de uma paisagem que deixa de o ser à força de se desmedir. Não é um panorama que os olhos contemplam: é um excesso de natureza. Socalcos que são passados de homens titânicos a subir as encostas, volumes, cores e modulações que nenhum escultor pintou ou músico podem traduzir, horizontes dilatados para além dos limiares plausíveis de visão. Um universo virginal, como se tivesse acabado de nascer, e já eterno pela harmonia, pela serenidade, pelo silêncio que nem o rio se atreve a quebrar, ora a sumir-se furtivo por detrás dos montes, ora pasmado lá no fundo a reflectir o seu próprio assombro. Um poema geológico. A beleza absoluta»

Miguel Torga in “Diário XII”

Il vino Porto, un poema da bere.

Il fiume arriva dalla Spagna scavando profonde valli come “un poema”, ma sono stati gli uomini a rimodellarne i profili delle colline che lo seguono nelle spettacolari terrazze su cui oggi vengono coltivati i vitigni. Questo sorprendente mix di natura e lavoro umano è diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2001.

Le vigne dalle quali nascono le varietà d’uva del Porto, cause e la ragione del l’importante riconoscimento mondiale, sono frutto di duro lavoro.

Secoli di fatica e sudore per rimuovere il scisto e trasformarlo in muri e  livelli terrazzati.

La storia del Porto.

Portogallo e Regno Unito, nel 1703, firmarono un accordo che si rivelò determinante nella storia del Porto.

Il Trattato di Methuen, dal nome dell’abile diplomatico inglese, noto anche come Tratado de Panos e Vinhos, concedeva diritti preferenziali agli inglesi per l’acquisto di vini portoghesi e comportò un aumento delle esportazioni e della produzione.

L’Alto Douro Vinhateiro fu la prima regione vinicola del mondo, delimitata nel 1756, per volere del Marchese di Pombal, abile politico (un Richelieu portoghese potremmo dire) che in quel anno fondò la Companhia para a Agricultura das Vinhas do Alto Douro.

La decisione nacque come conseguenza delle proteste inglesi per le consegne sempre più frequenti di vini adulterati che spinsero il marchese a delineare la regione con 335 marcos de pedra per garantire la qualità del vino destinato all’esportazione.

È all’interno di questo ben delineato territorio, nelle note quintas (grandi poderi destinati alla viticoltura e frequentati anche dai turisti) e nei casais (piccole proprietà rurali) che inizia la produzione del Porto mentre le fasi di conservazione e invecchiamento si completano, solitamente, a Vila Nova de Gaia, vicino a Porto.

È un vino non identificabile con un solo vitigno:

sono noti Tinta Barroca, Tinto Cão, Touriga Franca (o Touriga Francesa) Tinta Roriz, Touriga Nacional, ma molti altri vengono utilizzati.

Vino PortoSono molte anche le “sfumature” di sapori che il Porto può assumere. La stessa produzione è spesso divisa in due grandi “famiglie” Ruby e Tawny, ma non sono le sole.

Quando un anno è particolarmente buono può essere designato come Vintage. Questa “etichetta” è data solo in anni considerati di qualità eccezionale e prevede poi un protocollo preciso di invecchiamento e imbottigliamento.

Il Porto è un vino speciale, nato con i primi insediamenti romani quasi duemila anni fa che ha colorato la tradizione popolare attraversando in barili sui “rabelos” le regioni in cui era prodotto.

Rabelos era il nome delle barche con cui scendevano il fiume Douro per portare le botti del vino dall’Alto Douro, dove si trovano i vigneti, a Vila Nova de Gaia, dove era conservato il vino. Da lì, successivamente, il porto era commercializzato e inviato ad altri paesi, spesso nel Regno Unito.

I viaggi troppo lunghi spinsero i produttori ad arricchire di aguardente il vino per bloccare la fermentazione e mantenere la giusta quantità di zuccheri.

Questa scelta, fatta principalmente per accontentare i lontani clienti inglesi, ha trasformato definitivamente il porto in ciò che ora: l’archetipo di quanto c’è di più autentico e buono in Portogallo.