Sahar Delijani, L’ Albero dei fiori viola.

Il libro di Sahar Delijani, L’albero dei fiori viola (edito Rizzoli), comincia su un camioncino che nel 1983 dalla Prigione di Evin a Teheran porta Azar, la giovane madre, nel suo angosciato viaggio verso l’ospedale dove nascerà la figlia Neda.

Sahar Delijani, nelle prime dolorose pagine del suo libro, alterna nel personaggio di Azar i ricordi alla paura nella realtà spietata e disumana e i dolori del parto ad attimi di conforto nei brevi incontri con il mondo fuori della prigione.

I ricordi di Azar dipingono la società nei suoi aspetti più belli: 

Una vecchia casa con il portone azzurro, stretta tra i palazzi della moderna Teheran. E al centro del cortile, un magnifico albero di jacaranda (quello appunto dai fiori viola).

albero di jacaranda

Mentre la realtà che circonda la giovane donna è di tutt’altro genere.

Da dietro le porte giungeva il coro attutito dei neonati. Ascoltò con attenzione, come se in quegli infiniti lamenti di fame ci fosse un messaggio per lei, un messaggio proveniente dalla sponda opposta del tempo, del suo stesso corpo e della sua carne.

Nelle pagine del libro L’albero dei fiori viola (edito Rizzoli), c’è la capacità di Sahar Delijani nel far trasparire la solitudine e la paura di chi è imprigionato ingiustamente e di chi lotta per la libertà.

Il periodo di vita che segue al parto nella prigione di Evin a Teheran è vissuto dalla ventenne Azar con la certezza che fanatiche come le Sorelle della Rivoluzione khomeinista non possono tollerare, e forse neppure capire, sentimenti e legami come l’amicizia delle compagne di prigionia o l’amore per la figlia.

Nata nella prigione di Evin, a Teheran, Sahar Delijani per il suo libro L’albero dei fiori viola (edito Rizzoli) prende spunto dalle vicissitudini della sua famiglia per raccontare molte storie parallele. Possiamo, infatti, seguire le vicende di donne, uomini e bambini nel romanzo, attraverso capitoli denominati con date e luoghi (l’elenco di seguito è l’indice dei capitoli), come la chiara dichiarazione dell’autrice che questo è un romanzo, ma quelle cose sono successe veramente.

1983 – Prigione di Evin, Teheran

1987 – Teheran, Repubblica Islamica dell’Iran

1983-1988 – Centro di detenzione Komiteh Moshtarak – prigione di Evin,

Teheran

2008 – Teheran, Repubblica Islamica dell’Iran

1983-2009 – Teheran-Torino

2010 – Teheran, Repubblica Islamica dell’Iran

2011 – Torino, Italia

Il libro di Sahar Delijani è un romanzo intenso che offre la possibilità di conoscere un paese in un momento molto difficile della sua storia andando oltre le didascaliche informazioni che ci sono offerte dalla televisione, ma è anche un libro sull’amore più forte, quello che lega una madre al figlio, sulla forza delle donne e sull’irrinunciabilità alla lotta per la libertà.

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