Toni Capuozzo tra guerre e missioni di pace

Toni Capuozzo inviato di guerra

“Il rapporto con il male è un rapporto difficile. È un rapporto già difficile per noi adulti, lo diventa ancora più quando devi spiegarlo a un ragazzino”. Toni Capuozzo, friulano di Palmanova, descrive così il suo ultimo libro “Le guerre spiegate ai ragazzi”.

È un libro scritto sulla guerra, uno di quegli orrori che Toni Capuozzo, con l’umanità e la sensibilità che lo contraddistingue, ha dovuto nella sua carriera di giornalista portare nelle case degli italiani. L’ha scritto come fosse un tentativo di fornire una traccia “per il genitore che deve trovare il modo di mettere in guardia il figlio senza farglielo vivere come se il nemico fosse sempre dietro l’angolo”.

Come inviato in zone di guerra Toni Capuozzo ha ricevuto molti premi nella sua carriera quali ad esempio Premio internazionale Targa d’oro della Pace, a Sarajevo e Premio speciale Ilaria Alpi per i servizi da Belgrado che rilevano un periodo vissuto in modo molto intenso dal giornalista friulano.

“Non abbiamo nascosto in questo libro la nostra avversità alla guerra, ma sarebbe sbagliato pensare che le guerre nascono solo dalle follie dei leader o dagli interessi dei mercanti d’armi. Spesso la guerra diventa l’occasione in cui i sentimenti peggiori dell’uomo, gli istinti cacciati nel profondo dell’anima, dalla ragione, dal buonsenso e dalle convenzioni risalgono in superficie. Per questo l’educazione alla pace è importante. Perché la guerra è un pericolo sottile che vive in modo sotterraneo in ogni paese, in ogni comunità in ogni luogo.”

Toni Capuozzo pensa che un giornalista debba entrare nelle case “in punta di piedi”, senza urlare, ma non in modo silenzioso e non per sottacere ciò che deve essere raccontato. Chi segue le notizie dalla televisione, quando racconti le persone, s’identifica e capisce che c’è coinvolto qualcuno con un nome e un cognome. Il caso dei morti in Siria è, per Toni Capuozzo, rappresentativo di morti di cui non si sa niente, uomini che diventano numeri e basta. Se persino le vittime delle tragedie diventano numeri e basta “loro muoiono una seconda volta”.

Abbiamo chiesto a Capuozzo cosa sono le missioni di pace per chi, come lui le ha potute vedere in prima persona. Ci sono le contraddizioni e certamente anche gli errori, ma, per Toni Capuozzo, lo spirito di chi parte per quelle missioni è comunque sincero.

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