Umberto Galimberti – Libertà e identità

L’intervista è stata realizzata poco prima di una lezione-conferenza del professor Umberto Galimberti sul tema della libertà.

Che tipo di pensiero produce la globalità con la sua facilità di accesso alle informazioni e con la sua distribuzione televisiva su larga scala? Rende il mondo molto più omogeneo e questo non è necessariamente un valore. Perdiamo tutte le usanze locali, i riti, le abitudini e le culture. La globalizzazione non la vedo come un passo avanti dell’umanità, al contrario diventeremo tutti uguali e sostanzialmente tutti occidentali.

In cosa l’uomo moderno dovrebbe cambiare per superare le proprie malattie dell’anima: angoscia, insicurezza? Purtroppo l’uomo moderno ha come unico riferimento il denaro. Quando il denaro diventa l’equivalente generale di tutti i valori non capiamo più “che cosa è bello, che cosa è vero, che cosa è giusto, che cosa è santo”. Capiamo solo che cosa è utile. Questo è un criterio che rende gli uomini solamente dei funzionari di apparati, dove ciò che gli si richiedono sono efficienza e produttività. Una brutta umanità!

Quali sono i principali limiti culturali della nostra società? La cultura è sempre più in declino. Vediamo che in Italia abbiamo un patrimonio culturale pazzesco che non utilizziamo. Quando un popolo diventa incolto le speranze sono pochissime in termini di crescita, di ricerca di interesse, d’ideazione. La cultura non è una parola “nobile” e basta. La cultura vuol dire strutture e scuole. Oggi le scuole si trovano in una condizione spaventosa e quindi diventeremo un popolo gregario inevitabilmente.

Lei ha detto che la società occidentale “prescinde” dal potenziale dei giovani, quali sarebbero le scelte più urgenti per recuperare quel potenziale? Io non credo che abbiano molte speranze questi giovani, anzi sono convinto che siamo seduti su una bomba. I giovani hanno questo di caratteristico: dai quindici ai trent’anni hanno il massimo della potenza sessuale che vuol dire anche generativa, ma non generano, non possono generare. I giovani hanno il massimo della potenza biologica, sono forti più dei vecchi. Hanno il massimo della potenza intellettiva. Un matematico inventa teoremi fino a trent’anni, poi diventa un professore di matematica. Una società che prescinde dal massimo della sua forza non può che declinare.

Che cos’è la filosofia?  In che modo può essere utile alla società? Penso che la filosofia debba tornare alle origini che sono innanzi tutto descrivere il mondo. Per esempio noi oggi viviamo nell’età della tecnica e ci comportiamo ancora in base a categorie umanistiche che non sono idonee a leggere questo mondo. In secondo luogo, il compito che Socrate si era assegnato, di problematizzare l’ovvio. Le opinioni diffuse diventano importanti proprio perché non sono mai problematizzate, allora è questa operazione di disincanto che deve fare la filosofia.

Ipse dixit : aforismi, frasi e opinioni.

Adesso la libertà non c’è, però c’è l’idea di libertà, nel senso che tutti siamo persuasi di essere liberi e le idee sono più forti delle cose. Che Dio esista o non esista non lo si sa, però l’idea di Dio c’è stata; quindi è suscettibile di essere narrata questa storia. Lo stesso si dica della libertà.

Tra i Greci … le leggi della città venivano prima delle abitudini individuali. Il primato era della città non dell’individuo. Quando Socrate si trova nella prigione del Pireo, condannato, risponde: “Io vi ho insegnato per tutta la vita a osservare le leggi della città, anche se ingiuste, datemi la cicuta e che non se parli più!”. Gente seria!

La libertà è il cardine su cui sta in piedi una religione. Se siamo liberi siamo responsabili e se siamo responsabili siamo anche punibili. Non si reggerebbero né il premio del cielo né il castigo dell’inferno se non fossimo liberi e responsabili.

Umberto Galimberti, filosofo e psicologo, fino al 1978 insegna filosofia al Liceo Ginnasio Zucchi di Monza. Ricopre l’incarico di professore di antropologia culturale presso Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Umberto Galimberti è stato allievo di Emanuele Severino ed è esponente della tradizione filosofica del filosofo tedesco Martin Heidegger. Conosce Karl Jaspers, di cui diventa uno dei principali traduttori e divulgatori italiani. Diviene professore associato di filosofia della storia nel 1983 ed è ordinario di filosofia della storia e di psicologia dinamica dal 1999. Ha insegnato inoltre filosofia morale. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore e in seguito con La Repubblica con editoriali e articoli su temi d’attualità e con approfondimenti di carattere culturale.

Biografia

Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente nel 1975, La terra senza il male. Jung: dall’inconscio al simbolo nel 1984 ,Gli equivoci dell’anima nel 1987 Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica nel 1999,  La lampada di Psiche nel 2001 e tra i suoi libri più noti L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani nel2007 e il Il viandante della filosofia nel 2011.

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