Viaggio nella tela del ragno fra massoneria, amore e musica.

Massoneria, amore e musica nel libroLa tela del ragno” di Elisabetta Magnelli Fossombroni, che racconta delle vicissitudini occultate del fratello maggiore dello statista Vittorio Fossombroni.

Anton Maria Fossombroni, fratello maggiore del noto statista e scienziato Vittorio, fu un valente compositore e tenore, che preferì inseguire le sue passioni artistiche piuttosto che sottostare ai voleri del padre allineandosi ai canoni d’onore ottocenteschi.

Il libro di Elisabetta Magnelli Fossombroni dal titolo “La tela del ragno” (Ed. Effigi 2013) è un romanzo storico e ricostruisce la vicenda umana ed artistica, del primogenito del conte Giacinto Fossombroni, Anton Maria raccontandone la fuga per amore, l’apprezzato talento come tenore e compositore e i misteriosi segnali di un interesse della massoneria alle sue vicende.

L’autrice è una erede del casato Fossombroni e vuole con questo libro riaccendere l’attenzione e l’interesse su una figura la cui biografia fu ignorata nella storia di famiglia per motivi che probabilmente vanno ben oltre quelli ufficiali che vedevano nella scelta di Anton Maria un elemento di disonore.

Solo in seguito ad un fortuito e recente ritrovamento di un epistolario non contenuto nei carteggi ufficiali della famiglia, rinvenuto in una delle residenze di campagna appartenuta ai Fossombroni, è stato possibile ricostruire gli ultimi mesi di vita di Anton Maria fuggito dalla famiglia e da Arezzo per assecondare il suo amore per la musica. Anton Maria Fossombroni, che aveva studiato musica e canto, suonava molto bene il cembalo ed il violino e conquistò, in seguito, una discreta fama come compositore e tenore.

Anton Maria nonostante il maggiorascato che gli avrebbe dato potere e prestigio fuggì il 4 luglio 1776 (data anche simbolica) rendendosi irreperibile per cinque anni, rifugiandosi a Venezia cantando nei teatri dell’opera sotto la falsa identità di Giorgio Crinazzi di Perugia. Qui conobbe e frequentò Casanova. Successivamente si trasferì a Trieste dove si guadagnò da vivere insegnando musica alla moglie del console russo, conte Voinovich. E, in questa città ebbe un prestigioso e remunerato incarico come direttore artistico del Teatro San Pietro.

Durante il soggiorno austriaco, a Vienna, Anton Maria Fossombroni  con il nome di Giorgio Crinazzi ebbe modo di farsi apprezzare come tenore nell’orchestra di Haydn e come compositore sia da Salieri che da Gluck oltre che da Metastasio.

Questi incarichi come li ottenne? Il suo atteggiamento e i suoi modi aristocratici potevano essere confusi con quelli di uno sconosciuto musicista? Qualcuno lo aiutò in qualche modo? In queste domande il dubbio di una mano della massoneria. Molte sono le coincidenze che fanno di Anton Maria una sorta di sorvegliato oltre a gli stessi incarichi di lavoro, palesemente pilotati, in un epoca in cui la massoneria sosteneva i musicisti chiamandoli fratelli di talento.

Il libro “La tela del ragno” (Ed. Effigi 2013) di Elisabetta Magnelli Fossombroni, attraverso una ricostruzione rigorosa dal punto di vista storico, ci consegna il tramonto di una società che di lì a poco la Rivoluzione francese modificherà totalmente.

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La presentazione del libro di Elisabetta Magnelli Fossombroni dal titolo La tela del ragno (Ed. Effigi 2013).è stato coordinata da Antonella di Tommaso con l’intervento di Marco Baglioni dell’Accademia Chigiana e dell’editore Mario Papalini.

 

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